Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > incesto > Un Toro al Risveglio: Il Piacere in Famiglia
incesto

Un Toro al Risveglio: Il Piacere in Famiglia


di Bluedeep
19.10.2025    |    320    |    0 8.7
"E se quel piacere peccaminoso avesse significato mentire al mondo intero, eravamo entrambi pronti a farlo..."
Livia si strinse la vestaglia di seta intorno al corpo nudo, sorseggiando il caffè nero sul balcone del loft in Costiera. Il sole di mezzogiorno era già alto, la pietra riscaldata dal calore estivo.

Marco era già in piedi; la sua routine mattutina da atleta non conosceva vacanze. Lo osservai mentre faceva trazioni alla sbarra installata in giardino. Ogni muscolo della schiena, scolpito e teso, disegnava una "V" perfetta, un prodigio di genetica e disciplina. Quel corpo era pura dinamite, fasciato da una pelle olivastra e lucida di sudore.

Avevo ventinove anni e un appetito insaziabile per la carne, eppure Marco, mio fratello di ventotto anni, restava il paradosso più irritante della mia vita. Un campione, una macchina da guerra vivente, ma con una timidezza verso le donne che rasentava l’idiozia.

"Non è uno spreco, Livia," aveva riso la mia amica Carla, "è un potenziale inespresso. Un toro in gabbia."

E quel potenziale era diventato la mia ossessione da quando eravamo arrivati lì.

In quel loft minimalista, separato solo da un sottile muro a secco, avevo esasperato le mie abitudini: sfilavo i vestiti senza pensarci, muovendomi con disinvoltura in lingerie trasparente o semplicemente a pelle nuda sotto una camicia di lino. Ogni volta che Marco incrociava il mio sguardo in quei momenti, il rossore gli saliva sul collo possente, e distoglieva gli occhi con un misto di imbarazzo e fascinazione. Adorabile, certo. Ma non era l’adorazione che desideravo da lui.

Poi, una settimana fa, era iniziato il rituale notturno.

Non erano i gemiti disperati di un uomo in cerca di compagnia, ma un ansimo gutturale, ritmico, che filtrava dalle pareti all’alba. Marco non si toccava in silenzio. E si toccava solo quando sapeva che ero sola in casa. Ero ossessionata.

La terza mattina, non resistetti. Mi alzai avvolta soltanto nel fresco della notte. Scalza, mi mossi verso la sua porta. Sapevo che l’avrebbe lasciata socchiusa, da bravo ragazzino indiscreto.

Spingendo piano, il mio occhio si posò sulla scena. Marco era sdraiato sul letto, il lenzuolo scuro abbandonato sui fianchi, rivelando il torso potente e teso. Non usava una mano per il pompino, ma entrambe, quasi dovesse domare un animale selvaggio. Il suo cazzo era già enorme, un pilastro solido, bagnato e rosso. La sua faccia era contratta in una smorfia di sforzo e piacere intenso. L’aria era densa di desiderio maschile e sale.

Lo guardai raggiungere l’apice. Un ringhio basso, quasi un lamento bestiale, e poi il corpo che si inarcò in un sussulto violento. Il getto fu abbondante, un colpo secco e denso che imbiancò i suoi pugni stretti. Tutta quella virilità sciupata in una solitudine mascolina e disperata. Che spreco.

Quella mattina, però, arrivai troppo tardi per la performance, ma abbastanza presto da trovare il corpo di Marco ancora scosso e mezzo addormentato. Il suo membro era reclinato sul fianco, leggermente floscio ma ancora imponente, come un’arma a riposo. Sulla punta, una goccia densa e opaca era rimasta lì, un sigillo del suo orgasmo recente.

La guardona che era in me morì. L’architetto, la predatrice, prese il controllo. Dovevo farglielo godere. Io non ero una timida. Sapevo esattamente cosa fare per far urlare un uomo.

Entrai, chiudendo la porta silenziosamente. Mi inginocchiai accanto al letto. Il suo odore era forte: sudore salmastro, muschio e sperma tiepido. Meraviglioso.

Iniziai piano. La punta delle mie dita accarezzò la pelle sottile e tesa dello scroto. Sentii i testicoli indurirsi sotto il mio tocco gentile. Marco sussultò nel sonno. Poi, la bocca. Le mie labbra si chiusero intorno all’asta turgida. La succhiai con lentezza e devozione, risalendo fino al glande ancora umido di piacere. Il sapore era dolce e salmastro, una bevanda proibita che inghiottii avidamente.

Sentii l’acciaio rinascere sotto la mia lingua. Il suo cazzo si gonfiò, pulsando, riprendendo vita con una rapidità che solo la sua virilità atletica poteva spiegare. Ero in estasi. Stavo facendo un pompino a mio fratello.

Una mano, forte come una morsa, si posò sulla mia nuca, non per accarezzare, ma per prendere il controllo. Senza aprire gli occhi, senza un gemito, Marco mi tirò dolcemente, ma con fermezza. Il suo membro affondò più in profondità nella mia gola, un atto di possesso silenzioso. Si era svegliato.

Continuai a succhiare, l’adrenalina che mi pompava nelle vene. Ma lui aveva finito di fingere.

Marco mi staccò dal suo membro con una violenza improvvisa e mi ribaltò sul letto. Mi sollevò la camicia da notte con un gesto secco, esponendomi. I suoi occhi, ora aperti, erano scuri, senza traccia della timidezza diurna. Erano occhi di padrone.

"Sei stata troppo lenta, Livia. Ti aspettavo." La sua voce era roca, più profonda di quanto l’avessi mai sentita.

Mi prese le gambe e le allargò con forza. Non perse tempo a frugare con le dita. Invece, si tuffò con la bocca.

Il calore umido della sua lingua sul mio clitoride fu un’esplosione. Marco non leccava come un uomo normale; leccava con la precisione di un chirurgo e la potenza di un atleta. Inspirava a fondo, usando il diaframma, tirando e succhiando il mio sesso fradicio con un’intensità inaudita. Le sue mani d’acciaio mi afferrarono i fianchi, tirandomi verso la sua bocca, come se volesse inghiottirmi.

"Marco, ti prego!" urlai, la voce strozzata. Il piacere era troppo, troppo intenso. Le mie gambe tremavano incontrollabilmente. Ero abituata a dar piacere, non a riceverlo con questa furia.

"Zitta," mi ringhiò contro la fica. "Ora sei tu che devi implorare."

Il mio corpo si contorse in una serie di orgasmi violenti. Sentii i muscoli del ventre contrarsi—quelli che lui mi aveva sempre detto di allenare per la forza centrale. La mia resistenza crollò.

Quando mi mollò, ero madida di sudore e sfinita. Lui si sollevò, nudo, il suo cazzo ora una clava pulsante e venosa. Mi tirò verso il bordo del letto.

"A pecorina. Voglio guardarti godere."

Senza dire una parola, mi girai, obbedendo all’autorità del suo corpo. Sentii il calore del suo membro contro la mia apertura, un istante di frizione, e poi la penetrazione. Un colpo secco e profondo.

Il ragazzo sapeva cosa fare. Non era affatto imbranato. Era potente. Mi prese con la ferocia di un animale che si riappropria del suo territorio. I suoi colpi erano ritmici, serrati, ogni spinta raggiungeva la mia cervice con una pressione che mi fece gemere.

"Senti, Livia?" ansimò, il suo petto possente premuto contro la mia schiena. "Senti quanto sono grande? Sono due settimane che mi succhio la vita per non fare questo. Ora sei mia."

Afferrai le lenzuola, la testa che mi girava. "Sei… sei un bastardo! Hai finto!"

Lui rise, un suono basso e gutturale, spingendo più forte. "Certo che ho finto. Dovevo farti venire allo scoperto. Adesso, dimmi chi ti possiede."

"Tu… Marco… solo tu!"

Il piacere mi stava consumando. Sentivo i suoi addominali di marmo contrarsi contro i miei fianchi. Il rumore umido della pelle che si scontrava e i nostri respiri affannosi riempivano la stanza. Marco mi tenne ferma, inchiodata al letto, e accelerò fino al limite. Sentii il suo corpo irrigidirsi, un grido strozzato gli uscì dalla gola. Venne dentro di me con una potenza inaudita, inondandomi del suo calore.

Rimanemmo così, incollati dal sudore. Il suo cazzo era ancora caldo, pesante dentro la mia fica. Marco si spostò, accarezzandomi la schiena con i suoi artigli d’acciaio.

"Sei ancora affamata, sorellina?"

Io sorrisi, la mia mente già inebriata dalla sua dominazione. "C’è ancora un posto dove non sei entrato," gli sussurrai, voltandomi a baciarlo.

I suoi occhi si scurirono. "Il culo?"

"Sì. Voglio tutto di te."

Si mise un preservativo con un gesto rapido e professionale, e mi girò ancora a pecorina. Non usò lubrificante, mi bastò la saliva. L’ingresso fu una fitta di dolore acuto. Era la prima volta per me, e sentii il tessuto cedere, l’ariete che mi sfondava il fondoschiena. Urlai, un grido autentico e non di piacere.

"Resisti, bambina," mormorò Marco, tenendomi ferma.

Il dolore si ritirò rapidamente, sostituito da una sensazione di pienezza e di penetrazione totale. Sentivo il suo cazzo colossale affondare fino in fondo, un’invasione completa. Mi tirò verso le vetrate. Guardai il mio riflesso: Marco, possente, i muscoli lucidi di sudore, la schiena tesa. Il suo cazzo, una spada nella mia guaina anale.

"Sei un vizio, Livia," disse lui, ansimando, prendendomi per i fianchi e affondando con decisione.

"E tu sei la mia dipendenza, Marco."

L’orgasmo fu catastrofico, un’onda che mi fece urlare nel vetro, la testa che si gettava all’indietro mentre lui spruzzava la sua energia, la sua virilità repressa, dentro il mio corpo con una serie di scosse violente e calde.

Ci sollazzammo fino a mezzogiorno, esplorando ogni centimetro dei nostri corpi come se fossimo amanti clandestini da anni. Adesso, il paradosso era risolto. Non era imbranato, era solo in attesa. E avevamo un nuovo, oscuro segreto. Un accordo non detto.

Non c’entrava più il fitness. Marco aveva trovato il modo più efficace per usare la sua potenza. E io, Livia, avevo finalmente trovato l’unico uomo che sapeva davvero possedermi. E se quel piacere peccaminoso avesse significato mentire al mondo intero, eravamo entrambi pronti a farlo. Sempre.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Un Toro al Risveglio: Il Piacere in Famiglia:

Altri Racconti Erotici in incesto:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni